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Scelta provocatoria di Clubbing per sostenere il progetto di legge sulla pratica del naturismo. In esclusiva le foto di nudo di Grillini e Cossolo in occasione dei campeggi gay anni 70-80
La scorsa estate è stato presentato dall’on. Franco Grillini un progetto di legge per il riconoscimento della pratica del naturismo; la proposta, intitolata «Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ai naturisti», ha tra i firmatari Katia Bellillo, Titti De Simone e Nichi Vendola. Ne pubblichiamo qui alcuni stralci:
«La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ripetutamente stabilito che “il nudo integrale, considerando il sentimento medio della comunità e i valori della coscienza sociale, può essere espressione della libertà individuale o derivare da convinzioni salutiste o da un costume particolarmente disinibito. Esso, se praticato in una spiaggia appartata, frequentata da soli naturisti, è penalmente irrilevante” […] Tale comportamento non costituisce quindi “atto contrario alla pubblica decenza ai sensi dell’articolo 726 del codice penale. […] Va anche rilevato il carattere limitato e neppure molto innovatore della proposta, che si limita a registrare una situazione esistente, garantendo la dovuta tranquillità alle meritate vacanze di molti nostri concittadini: non si propone neppure infatti, che, come avviene con naturalezza e senza scandalo da decenni in molte città del Nord Europa, il naturismo possa essere praticato nei parchi pubblici dei centri urbani, ma solo in spiagge o aree già ora solitamente frequentate da nudisti e naturisti. […] Molti dei turisti stranieri che praticano il naturismo ricercano espressamente la possibilità di passare le loro vacanze in strutture appositamente organizzate e regolamentate ed esclusivamente riservate ai naturisti: non solo strutture dedicate al turismo di massa, ma anche a quello di qualità. Tale richiesta di strutture dedicate è particolarmente forte da parte quell’ampia fetta del turismo naturista che riguarda le famiglie con bambini.
L’attuale situazione di incertezza legislativa non consente alcun investimento in questo settore, con la conseguenza di limitare inutilmente la varietà della nostra offerta turistica. […] In conclusione, non si chiede un giudizio di merito sulla desiderabilità, morale o estetica, della pratica del naturismo: si chiede soltanto di non sovrapporre un arbitrario giudizio moralistico alle altrui individuali e autonome scelte di vita e di costume e di non rinunciare ai benefici economici derivanti dall’accoglimento di una domanda di servizi turistici cui attualmente l’Italia non è in grado di rispondere per un mero problema di incertezza normativa». |
| redazione@gayclubbing.it |
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