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| CANALI » Articoli » ZAMEL: DUE GAY A CONFRONTO |
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di Massimiliano Palmese massimilianopalmese@yahoo.it
- Edo, giovane studioso di cultura omosessuale, ritorna nella casa tunisina del suo amico Aldo, cinquantenne romano ucciso dopo un litigio con l’amante Nabil. Aldo aveva piantato un’Italia borghese e angosciata, e una Roma “invivibile”: il suo parere era che l’Occidente stia svirilizzando gli uomini e nel Maghreb si possano trovare i super-stiti, ma ancora per poco… “Mi piacciono i maschi veri. Temo la loro estinzione”, diceva. “Nemmeno riesci a cogliere quanto la cultura eteropatriarcale ti abbia condizionato”, gli rispondeva Edo, in vacanza a La Marsa per dimenticare una relazione appena finita.
Zamel, “non-fiction novel” di Franco Buffoni, è il resoconto di una settimana di discussioni, polemiche, aneddoti, critiche, insulti e poi mail riparatrici, tra due omosessuali che più diversi non si può. Gli argomenti? Orientamento, coming out, cultura gay, attivisti, pride, lobby, famiglie arcobaleno, omofobia. Ma anche “l’odio del gay per se stesso” (“nasce dal non sentirsi previsto”), da cui la necessità non solo della lotta per i diritti, ma anche di un percorso interiore che permetta ai singoli di capire (o ricor-dare) chi sono. Per questo, Edo ha in progetto di scrivere una storia dell’omosessualità in Italia, che sia in grado “di rendere coscienti gli omosessuali del loro passato e della loro cultura”. Ma Aldo non vuole sentir nemmeno parlare di “rapporti paritari”: vuoi mettere con l’”essere prese per i capelli, tirate dentro la caverna e sanamente scopate”? Accusato da Edo “di avere una visione arcaica del piacere e del sesso”, Aldo risponde “mi va bene così perché così mi eccita”, perché l’unico sesso che gli dà frisson è quello con militari meridionali, fioristi egiziani, neosposi iraniani, poliziotti tunisini, magari eccitandoli “con un tocco di travestitismo: una collanina, una mutandina”... Non basterà un corso accelera-to di liberazione, da Stonewall a Muccassassina: dell’omosessualità Aldo ha deciso di vivere solo la sessualità e, incapace di gestire lo sbocciare di una relazione vera, scatenerà la rabbia del suo amante tunisino quando, durante una lite, pronuncerà una parola che da quelle parti è massimamente offensiva: frocio passivo, zamel appunto.
Molto diversi sì, Edo e Aldo, ma entrambi archetipici: il gay impegnato e il frocio politicamente scorret-to. Forse le facce di una stessa anima: il desiderio di lottare e il piacere erotico di darsi per vinti. Fran-co Buffoni, poeta, narratore e saggista, ha il pregio di trasformare due pulsioni in personaggi veri e credibili, due omosessuali in fuga da un presente difficile e senza diritti: l’uno proiettato in un futuro libero ma ancora tutto da costruire, l’altro nostalgico di un tempo meno confuso, quando i maschi erano maschi, le femmine stavano a casa, e dell’amore tra uomini non si stava tanto a parlare, ma si faceva e zitti. Quasi una seduta psicanalitica, o un breve corso di autostima, Zamel è un romanzo colto e in-sieme appassionato, doloroso ma molto divertente, che va a prendersi il suo posto, di diritto, in una biblioteca gay ideale.
Franco Buffoni
Zamel (Marcos y Marcos,
2009) € 12, pag. 233 |
| redazione@gayclubbing.it |
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