CLUBBING, il nuovo free magazine presente ogni mese in tutti i ritrovi gay d'Italia. Domenica, 26 maggio 2013   
 
 
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CANALI » Articoli » IBRAHIMOVIC MACHO?

di Federico Boni www.spetteguless.blogspot.com clubbingspetteguless@gmail.com

Dopo quasi 6 anni ‘virtuali’ vissuti esclusivamente sulla rete, Spetteguless da questo mese apre il suo angolo ‘cartaceo’ proprio su Clubbing. Attraverso questa rubrichetta, che cercherà di fare le pulci al mondo, glbtiq e non solo, proverò a trattare gli argomenti più scottanti, d’attualità e di totale inutilità che il globo ci propina quotidianamente, tentando di prendermi il meno sul serio possibile, come d’altronde Spetteguless insegna 736. 23 a testa per 32 squadre. Tanti saranno gli uomini aitanti, giovani e forti, sexy ed affascinanti, depilati e sessualmente focosi che per 30 giorni passeranno 24 ore su 24 a stretto contatto. Sempre insieme, a colazione, a pranzo, a cena, in bagno, sotto le docce, negli spogliatoi, a letto. Dalla mattina alla sera, senza donne, fidanzate e mogli. Uomini, uomini e solo uomini. 736 masculi provenienti dai quattro angoli del globo e nessun omosessuale? Suvvia, è statisticamente più facile vincere al SuperEnalotto che non trovare un calciatore gay agli imminenti mondiali di calcio africani, come ogni edizione ben attenti a far trasparire solo ed esclusivamente la parte ‘etero’ e ‘becera’ di questo amatissimo gioco, per clichè odiato dai gay di tutto il mondo. Stereotipi per l’appunto, visto che gli stadi italiani vedono migliaia di gay e lesbiche che settimanalmente seguono la loro squadra del cuore, così come è palesemente un’idiota luogo comune quello che vuole il mondo del calcio privo di ‘omosessualità’.Il tecnico della nazionale azzurra anni fa disse di non aver mai incontrato calciatori gay nella sua lunga carriera. Una barzelletta esilarante, considerando quanti calciatori omosessuali esistono nel calcio italiano. Tanti, ben noti al mondo del gossip, di cui si vocifera sugli spalti, ai bar il lunedì mattina, nelle redazioni dei settimanali scandalistici, per rimanere poi nascosti tra le ‘leggende metropolitane’. Perchè un gay nel calcio sarebbe una rivoluzione forse eccessiva per il nostro omofobo e maschilista mondo, avvinghiato con tutte le proprie forze a quella palla di cuoio che almeno una volta a settimana spazza via dubbi, incertezze e difficoltà economiche. Il calcio è per gli uomini veri, non per le ‘checche’, le femminucce. Idiozie più volte ascoltate e talmente ridicole da far sorridere, per non piangere. In Scozia una leggenda del Rugby come Gareth Thomas ha scioccato l’intero paese annunciando il proprio coming out. “Ma non era felicemente sposato con una donna?”, si sono chiesti tanti scozzesi. Esattamente, Thomas era sposato, ma non felicemente, così come capita a tanti calciatori nostrani. Un matrimonio di facciata, utile a mascherare e a nascondere una sessualità non accettata, per paura, in primis da se stessi. Il mondiale di calcio africano avrà un suo Gareth Thomas? Difficile, se non impossibile. Probabilmente non esiste su scala universale un calciatore professionista dotato di così tanto ‘coraggio’. Molto più semplice reprimere sul campo per poi sfogarsi negli spogliatoi, tra saponette impazzite e ben piazzate pacche sul didietro, sorrisi ammiccanti e sguardi provocanti. Chi il Mondiale dovrà vederselo da casa sarà Zlatan Ibrahimovic, escluso con la sua Svezia e probabilmente cercato con il cuore e con la mente dal compagno Blaugrana Gerard Piquè. Dopo essere stati paparazzati in teneri ed ambigui atteggiamenti, i due hanno infatti riaperto la diatriba sul mondo gay e quello del calcio, scatenando come sempre le più incredibili esternazioni. Ibra, quasi sconvolto dall’atroce ‘accostamento’, ha chiesto ad una giornalista di seguirlo a casa, in modo da farle vedere quanto è ‘gay’. Non contento, ed orgogliosamente spaccone, le ha consigliato di portare addirittura la sorella. D’altronde si sa, giocare a canasta in tre sorseggiando un thè caldo e spettegolando è sempre meglio che farlo in due. Un calciatore saggio, Zlatan è decisamente un calciatore saggio. Ciò che è certo è che la FIFA non ha purtroppo ancora autorizzato le televisioni ad entrare costantemente negli spogliatoi, come avviene negli States con il football. Magari per evitare di mostrarci proprio quelle famose ‘saponette impazzite’ che potrebbero far cadere un castello di carte, traballante e ridicolo, che ci vuole fuori da uno sport fatto solo di uomini, costretti a vivere insieme 300 giorni l’anno, con l’ormone ovviamente in subbuglio e zero donne nelle vicinanze per poterlo lasciare sfogare, come “natura” vorrebbe.Peccato che se le mura di quegli spogliatoi avessero occhi ed orecchie, e potessero parlare, racconterebbero sicuramente tutt’altra verità. Quale? Lasciate correre la vostra immaginazione.
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