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| CANALI » Articoli » omofobia; storia e critica di un pregiudizio |
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di Massimiliano Palmese - massimilianopalmese@yahoo.it
Prima di verificare nei prossimi numeri lo sta-to di salute della letteratura gay, mi sembra necessario suggerire la lettura di un interessante saggio apparso da poco per le edizioni Dedalo. Si tratta di “Omofobia – Storia e critica di un pregiudizio”, diviso nei seguenti capitoli: Definizioni e questioni terminologiche, Origini, Ideologia omofobica, Cause e Mezzi per contrastarla. L’autore è l’argentino Daniel Borrillo, professore di Diritto e specialista in questioni giuridiche legate alle discriminazioni, mentre Stefano Fabeni di Global Rights cura una postfazione tutta dedicata alla situazione dell’Italia, dove impera l’“omofobia liberale”, “che riconosce le libertà, ma nega i diritti”. Fabeni evidenzia alcuni “indicatori chiave per misurare il livel-lo del discorso omofobico nel Paese”: la legge, la religione e la politica.
La legge, in Italia è quella “del silenzio”. Dopo esse-re stata all’avanguardia a fine Ottocento, con l’abolizione del reato di “sodomia”, l’Italia non ha resuscitato quel reato nemmeno nel ventennio fascista, preferendo perseguire l’omosessuale in quanto tale, e deferendo il problema all’autorità spirituale del-la Chiesa. Da allora siamo riusciti a dribblare ogni legge, richiesta a gran voce da una comunità gay accresciuta e consapevole, e non abbiamo attuato nulla se non una Direttiva per la parità di trattamento in materia di occupazione e lavoro, che peraltro ci era stata imposta dalla Comunità Europea.
Per quanto riguarda la religione, non c’è da stupirsi dell’arretratezza della situazione italiana, visto che il reato di sodomia è stato coniato per noi, giudicati dagli inglesi come “usurai, ebrei, saraceni, spie e sodomiti”. Non stupisce nemmeno che la Chiesa abbia un elemento fondante del suo potere nel controllo della sessualità (“divieti, regole, peccati”) che equivale ad avere il controllo sociale.
Tristissima è la ricognizione su “Omofobia di destra, omofobia di sinistra”. Per quanto riguarda la destra, accanto alle confusioni (Gianfranco Fini: “Un omosessuale non può fare il maestro”) e alle figuracce internazionali (Rocco Buttiglione, esaminato dalla Comunità Europea, si presenta come un’anima divisa in due: un candidato scisso tra moralità e legge, ovvero tra la sua candidatura di Commissario alla Giustizia e la sua coscienza di cattolico, per la quale esistono alcune cose che non sono proibite, come l’omosessualità, ma che lui si riserva di considera-re “peccati”. Esito dell’esame: bocciato), abbondano le volgarità governative (Mirko Tremaglia: “Povera Europa: i culattoni sono in maggioranza”). Ma angosciante è anche lo schieramento di centro-sinistra, i cui silenzi e l’incapacità di legiferare quando potreb-be fanno ancora più male e dimostrano che la sua posizione è “una retorica politically correct ma anche assai più subdola”.
Insomma, la postfazione ci riguarda in modo specifico, ma Omofobia di Daniel Borrillo è, nel suo com-plesso, un prezioso saggio che andrebbe adottato nelle scuole come libro di testo. Altro che Ora di Religione, sarebbe ora della Lotta all’Omofobia.
Daniel Borrillo Omofobia.
Storia e critica di un pregiudizio
postfazione di Stefano Fabeni (Dedalo, 2009)
168 pagine, € 16,00. |
| redazione@gayclubbing.it |
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