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| CANALI » Reportage » MUMBAY: TRA GRATTACIELI, SLUMS e GAY PRIDE |
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di felix cossolo
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felix@gayclubbing.it
Mi ritrovo in una città
enorme, inquinata,
trafficata, caotica. Già
all’arrivo in aeroporto
all’una di notte mi è
difficile tra centinaia di
cartelli scorrere quello
del tassista dell’hotel
che doveva venire a
prelevarmi ed è subito
panico. Mi viene in
mente il film The Millionaire,
ma mentre
un addetto aeroportuale prova a telefonare al mio
hotel visualizzo il mio nome e mi risollevo. Rafik,
tutto vestito di bianco, in un’ora di guida spericolata
mi conduce in albergo: non rispetta un semaforo,
usa continuamente il clacson e ride quando si
accorge che sono terrorizzato dalla sua guida, dalle
sue frenate improvvise e dall’alta velocità aiutato
dal minor traffico notturno. E’ domenica notte.
Non ho una bella impressione durante il tragitto,
solo cemento tra grattacieli e slums. Attraversiamo
tutta la baia fino a Churchgate, tutto chiuso,
poche insegne accese e vado subito a nanna ,
Mumbai by night non mi ispira, sarà la stanchezza,
domani,mi dico, sarà sicuramente meglio.
Mi aspettavo situazioni più coinvolgenti sia nel
panorama che nello stile di vita, nulla a che vedere
con Phnom Penh o Bangkok. Mumbai mi
sembra un po’ il Cairo, un po’ Teheran, San Paolo
e forse Rio sul lungomare di Marine Drive.
Insomma un casino.
Pochi alberghi e prezzi eccessivi. Il mio, un tre
stelle, su booking.com l’ho prenotato pagando
80 euro a notte ( a Bangkok con lo stesso standard
costerebbe 15 euro). Molto economici i taxi
salvo quello che ho prenotato dall’Italia (25 euro,
contro i 7 euro che ho pagato al ritorno fermandolo in
strada). E mi sono mancati i riscio, i tuc tuc, i monaci,
gli incontri interessanti, i sorrisi dei tailandesi, e dei
cambogiani… Alcuni aspetti positivi ci sono: un clima
caldo ma non afoso (è la stagione giusta per un viaggio,
20 gradi di notte, 30-32 di giorno); la possibilità
di poter visitare la città tranquillamente (mai incontrato
un teppista, un ubriacone; in compenso purtroppo
mendicanti, homeless e bambini che dormono per
strada tanti e a volte insistenti).
L’”Uccello d’oro” l’antico nome con cui veniva identificata
l’India sta volando troppo in fretta. La crescita
economica annuale è intorno all’8,5%. Mumbai è la
città che ha un reddito annuo procapite quattro volte
superiore rispetto alla media indiana. I ristoranti alla
moda sono affollati, gli attori di Bollywood , gli artisti
e i figli dei ricchi frequentano club esclusivi, circolano
con auto lussuose, le vetrine dei negozi di preziosi e
negozi alla moda sono prese d’assalto.
Ho voglia di mare, il mio hotel è sul mare, piacevole
la vista della baia soprattutto al tramonto, ma
la spiaggia di Chowpatty è una pattumiera a cielo
aperto. Da una parte le baracche dall’altra tanti
“uccelli spazzini” come in tutte le discariche. E tutte
le schifezze delle fogne a cielo aperto finiscono in
mare. Solo qualche pazzo fa il bagno, alcuni si lavano
e lavano i panni nei rigagnoli melmosi dei liquami
degli scarichi: impressionante.
Ah, finalmente trovo una piscina, ma non mi fanno entrare, bisogna essere iscritti . Che sfiga.
Su Gay Romeo avevo pubblicato
un annuncio di viaggio,
mi hanno scritto in tanti,
molti escort disponibili a
“massaggi” per 50-100 dollari.
Ho chiesto per ottenere
info sulla scena gay. Ho
appreso che a Mumbai non
ci sono locali gay. Party sì
che vengono pubblicizzati
su internet. Unico punto di
riferimento è Azaad Bazaar, il primo e unico
negozietto gay e non solo, aperto da due ragazze
lesbiche molto coraggiose, nella zona
di Bandra West. Con un taxi, una Premier
Padmini, 1100, assemblata Fiat, degli anni ’50,
impieghiamo un’ora nel caos pomeridiano ma
alla fine riesco ad arrivare alla meta. Una delle
titolari però mi prega di non fotografare nessuno,
a parte l’entrata del negozio, mi promette
che mi spedirà lei del materiale. Mi ricorda che
fra qualche giorno ci sarà il gay pride cittadino
e ci diamo appuntamento a sabato 28 gennaio
alla manifestazione.
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| redazione@gayclubbing.it |
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