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| CANALI » Reportage » Alla riscoperta di Londra |
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Una delle più entusiasmanti e affascinanti città europee vista attraverso le testimonianze di un turista e di un italiano che ha scelto di viverci
di Felix Cossolo e Nick Vilone; foto di F. Cossolo
Hi, how are you?» Per andare a Londra è necessario conoscere un po’ d’inglese e magari avere qualche amico residente che ti offre utili consigli, soprattutto all’arrivo: poi, zainetto in spalla, si può visitare una bellissima città. A fine maggio, durante un lungo weekend, ho riscoperto una metropoli viva, dinamica e permissiva che avevo dimenticato. Ricordavo una Londra puritana dove non potevi fare cose che oggi sono invece permesse (niente darkroom, sesso in sauna né video porno, c’erano perfino i poliziotti che ti adescavano nei cessi per poi arrestarti!).
Con un volo Easy-jet e una cifra modesta (e 67,50 partendo da Linate con arrivo a Gatwick), in un’ora e mezza (considerando il cambio di un’ora nel fuso orario) si giunge nella grande capitale della musica, del teatro e della gaylife intensa e interessante. A Gatwick prendo il treno per Victoria Station (£ 8, durata 30 minuti, Gatwick Express £ 12): alla fermata mi aspetta Nick, un caro amico milanese dj che gentilmente mi ha ospitato nella sua tipica casa londinese ad Action Town, nell’area 3.
Cambio gli euro in sterline (un’euro equivale a £ 0,67), faccio un biglietto per la metro (tre giorni a £ 18, una corsa £ 2.80), ritiro la Tube Map e sono in pista! Prima tappa Old Compton Street, la gaystreet londinese a Soho (fermata metro Leicester Square), per bere una birra al discobar G-A-Y, tre piani pieni di gente giovane e simpatica. Colgo l’occasione per ritirare numerosi free gay magazine e flyer, con sconti per lo stesso circuito G-A-Y all’Astoria in Charing Cross Road (£ 1 lunedì e martedì, £ 8 il sabato con ospiti internazionali). Nella gaystreet ci sono bar, ristoranti e negozi per tutti i generi ed esigenze. Durante il Pride la via è chiusa alle auto (quello che non si riesce ad ottenere a Milano in via Sammartini, vero caro Albertini?). A poche centinaia di metri c’è il quartiere cinese e, nei pressi di Oxford Street, la discoteca Ghetto che vi consiglio il martedì, a due passi dal megastore Virgin dov’è disponibile una fornita sezione gay che spazia dalla musica ai video ai libri.
Ho trovato un clima freddino rispetto a Milano, con una pioggerella insistente (nello zaino è meglio avere pronti un giubbotto o un maglione), ma poco traffico e una metro efficiente e pulita; la cosa sorprendente è che non c’è bisogno di possedere un’auto, qui i mezzi (anche quando a mezzanotte chiude la metropolitana) funzionano tutta la notte e si possono fare pure incontri interessanti dopo la discoteca… Un altro luogo da non perdere è la storica discoteca Heaven (Under the Arches, in Villiers Street) consigliata il lunedì e aperta fino alle 5:30 del mattino. Dopo la prima serata all’Astoria, la mattina di domenica sul tardi, in compagnia di alcuni amici italiani residenti a Londra, faccio una passeggiata sui ponti del Tamigi (metro Embankment), nei pressi della ruota panoramica, proseguo verso la cattedrale di Westminster, scatto una foto davanti al Big Ben e al Parlamento, per arrivare poi a Buckingham Palace e ritrarre le bellissime guardie che per ore stazionano davanti al palazzo della Regina Elisabetta. Tempo permettendo, ci si può stendere sui prati di Hyde Park a prendere il sole oppure fare un po’ di cruising. Gli amanti degli acquisti e dei regali possono visitare i magazzini Harrod’s in Knightsbridge, mentre per gli “sballati” il punto di riferimento è Camden Town, dove trovano tutto l’occorrente per farsi una canna e comprare liberamente funghi allucinogeni, ma attenti alle proposte da non accettare di spacciatori con “antiche” chiome punk (purtroppo anche italiani). Per passare la serata è possibile un’ampia scelta fra tanti musical, spettacoli teatrali e cinematografici.
Mi ha colpito la naturalezza delle coppie gay e lesbiche che liberamente e senza scandali si baciano per strada o camminano mano nella mano. Ognuno si propone come vuole, sia nell’abbigliamento che nel look. Mi sembra ci sia molto rispetto, i “sorry” si sprecano e noto con piacere che i bellissimi palazzi non sono rovinati come i nostri da pessimi graffiti. I supermercati sono sempre aperti e i ristoranti un po’ cari, ma facendosi consigliare si trovano ottimi posticini.
Londra è faticosa da girare, alla fine ci vuole una sosta in un pub o un salto in sauna: ne ho visitate due, le più grandi, curate, pulite e frequentate, aperte giorno e notte… ma per me niente sesso, preferisco posti più “intriganti”. Ho notato anche che non c’è differenza tra il weekend e i giorni dell’inizio settimana: i locali sono sempre pieni, la gente circola anche di notte e non è difficile incontrare personaggi famosi come J.P. Gautier e Rupert Everett. Se i pub chiudono a mezzanotte, i locali notturni funzionano bene grazie alle varie offerte e al mattino non mancano gli after hour. Sono stato in pub per tutti i gusti frequentati da marchette, da orientali, da leather, da lesbiche, da giovani che amano gli anziani e da orsi. Molti incontri avvengono su Internet: uno dei siti preferiti è gay.dar, che è pure una stazione radio che probabilmente sbarcherà anche in Italia (i gestori ci hanno contattato, vedremo…).
L’associazione Terrence Higgins Trust ha prodotto una guida gratuita per la prevenzione dall’Hiv, con disegni molto espliciti ed efficaci. Numerose riviste gay londinesi come Qx International, Boyz e Gscene sono addirittura settimanali, e gli opuscoli offrono dettagli sulla guida gay e lesbica, su festival, eventi, party e sui vari Pride inglesi: ogni città ha il proprio, quello di Londra si terrà il 2 luglio con partenza da Hyde Park, ma le manifestazioni dureranno due settimane con parate, rally, cabaret, spettacoli e mostre. Chi non potesse raggiungere Londra in quel periodo può sempre optare per il Pride del 6 agosto a Brighton, la cittadina che “raccoglie” i londinesi in vacanza.
Perchè a londra?
Perché sono scappato dall’Italia e ho deciso di vivere a Londra? Le motivazioni sono di due tipi:
1) La vita quotidiana
Quando vieni a Londra, devi proprio cambiare mentalità, comportamenti e modo di fare legati all'Italia: è un altro mondo, un’altra realtà, una diversa dimensione, un sogno… Le persone sono calorose e gentili (direi che hanno “nobiltà d’animo”), ti aiutano se hai bisogno e sono disponibili, specialmente se ti vedono spaesato o ti servono informazioni. Durante una vacanza nel 1998, mi trovavo sotto una pioggia torrenziale e due signore, che alle 6 del mattino stavano andavano a lavorare in auto, si sono fermate offrendosi di darmi un passaggio fino a casa! Questo è solo uno dei tanti esempi che potrei raccontare. Qui esiste ancora il rispetto per le cose, le persone, le regole (basta guardare la pulizia nei parchi, dove ci sono anche gli scoiattoli mentre da noi ci sono i topi al Parco Nord). Provate ad attraversare sulle strisce pedonali e guardate come magicamente le auto si fermano finché non sei passato; sulle scale mobili sono tutti perfettamente allineati sulla destra e in una fila sono lì tranquilli che la rispettano, nessuno che spinge o cerca di fare il furbo. Sono solo alcuni esempi dei quali ci si rende subito conto appena si mette piede in città. Anche il clima è da favola: non troppo freddo in inverno (a volte stai bene soltanto con la felpa) e non troppo caldo in estate (a volte ti devi mettere la felpa).
2) La gaylife
Partiamo da un concetto di base che bisogna mettersi in testa: a Londra “gay” significa “normale”. Si vedono ragazzi e ragazze camminare mano nella mano e baciarsi tranquillamente e nessuno si sconvolge: non vedi gente che sgrana gli occhi, né che si nasconde dietro un giornale facendo finta di non vedere. Ricordo che, quando ero venuto in vacanza nel ‘98, mi stavo baciando con un americano ad Hyde Park in pieno giorno e una mamma ci ha chiesto se avevamo un fazzolettino per pulire il volto del suo bambino; le ho chiesto se non era sconvolta, spiegandole la situazione in Italia, e lei mi ha detto: «Ma in che senso in Italia non potete essere gay? C’è una legge che vieta a due ragazzi di stare assieme? Vi arrestano? Non capisco!»… Qui non sono repressi e nascosti come da noi, iniziano presto, fanno le loro esperienze come gli etero e maturano prima. Anche per questo si formano coppie fedelissime (ne ho conosciute alcune ormai ventennali). E poi non c’è bisogno di ghettizzarsi o chiudersi in discoteche o pub per “essere omosessuale”: i locali etero sono misti e quelli gay sono spesso pieni di etero e bisex… non si capisce più niente! Si cucca quasi ovunque: a me è capitato in banca, in posta, al supermercato e ovviamente per strada: non si tratta di semplici occhiate, si girano proprio, ti squadrano e ti sorridono! L’importante quando vedi qualcuno che ti piace è fare allo stesso modo… e funziona! E soprattutto non bisogna “menarsela” come fanno in Italia, ma essere cordiali e sorridenti, altrimenti ti tagliano fuori! Ricordo ancora quando alcuni bei ragazzi di Milano sono venuti con l’idea di fare strage (sapendo di essere “boni”) e hanno cominciato a “fare i fighi” nelle discoteche stile «Noi non caghiamo nessuno, come siamo belli, se volete dovete essere voi a venire da noi»… Non li hanno proprio considerati, e i miei amici inglesi mi hanno detto: «ma quelli sono italiani?
Si vede…».
Nei locali è più facile anche fare amicizia: quando qualcuno ti si avvicina e ti offre da bere, non vuol dire che vuole per forza portarti a letto ma magari gli stai simpatico e vuole conoscerti. (Piccola parentesi: i pub aprono a mezzogiorno, c’è gente a tutte le ore e non si paga l’ingresso: proprio come in Italia, vero? L'unico problema è che al massimo a mezzanotte chiudono, ma poi tutti si spostano in disco, quindi…) Gli inglesi vanno in discoteca prima di tutto per ballare e divertirsi, proprio perché se vogliono cuccare non hanno bisogno di ghettizzarsi e lo possono fare ovunque! Tutti sorridono, cantano, fanno festa, ti abbracciano e ballano “in coro” quando il dj sceglie brani come Tragedy, It's Raining Men, Grease o le Spice Girls.
Nonostante questo, in una sera si può anche “cuccare”, e parecchio! La maggior parte dei locali sono enormi, come il G-A-Y (Good As You) al teatro Astoria, l’Heaven e il Fridge che sono i migliori; il G-A-Y ospita ogni sabato ospiti famosi a cantare per mezz’ora sul palco (Kylie Minogue, Geri Halliwell, Britney Spears, Westlife, Ronan Keating, Shakira, Anastacia).
Intendiamoci, non voglio fare di tutta l'erba un fascio, sto parlando in termini di maggioranza: gli stronzi ci sono anche qui ma in percentuale molto ridotta, e poi non si vedono in giro sempre le stesse facce tutti i giorni come accade nei locali italiani.
Quasi tutti quelli che sono passati da questo paradiso tornano a casa con la nostalgia e le lacrime, e qualcuno prima o poi non ce la fa più e si trasferisce a Londra. Ma se decidete di vivere qui, dovete proprio cambiare mentalità, entrare nell’ottica inglese e pensare a divertirsi, fare festa e sorridere. Ballate, sorridete, e le cose verranno da sole!
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| redazione@gayclubbing.it |
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